Foggia in questi anni è diventata una città pericolosa ed insicura. Una città in cui la ferocia della “Quarta Mafia” da un lato ed il crescente dilagare della violenza della “microcriminalità” dall’altro,  terrorizzano la nostra comunità. Quello della sicurezza è dunque senza alcun dubbio uno dei principali problemi da affrontare, con un approccio serio, pragmatico e rigoroso. In quest’ottica è fondamentale mettere in campo un migliore e più capillare presidio e controllo del territorio, dando vita ad un “Piano di Sicurezza” da attuare in strettissima sinergia con Questura e Prefettura, tramite l’ausilio di tutte le Forze dell’Ordine, alle quali va affiancato il prezioso contributo fornito dal Corpo della Polizia Locale, il cui organico deve essere potenziato in termini di personale e di funzioni.

A questo scopo è essenziale l’indizione di concorsi che aumentino il numero degli Agenti in servizio, con nuove assunzioni che ne rendano l’attività adeguata ai bisogni e alle richieste dei cittadini. Particolare rilevanza, inoltre, assume la loro presenza “per strada”, rovesciando la dinamica che negli anni scorsi ha progressivamente spostato sempre maggiori unità di personale verso mansioni amministrative. In altri termini, almeno il 70% dei nostri Vigili dovrà tornare nelle strade e nelle piazze, riportando ordine in una viabilità caotica e, come detto, assumendo una funzione di supporto e affiancamento al lavoro delle Forze dell’Ordine. Si procederà inoltre alla ricostituzione del Nucleo di Polizia Annonaria – decisivo nella lotta al fenomeno dell’abusivismo commerciale, soprattutto nella vendita illegale di prodotti ortofrutticoli – e del Nucleo di Polizia pubblicitaria, fondamentale in un altro settore completamente in preda al caos e dal cui riassetto il Comune può recuperare importanti risorse di natura economica.

Una strategia di cui è parte essenziale un significativo e massiccio potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, con la realizzazione di una “Centrale di controllo unica” per la raccolta dati e per la loro condivisione con le Forze dell’Ordine e la Questura. Va inoltre attuato un serio piano di pubblica illuminazione, che sottragga al buio le tantissime aree della città in cui l’assenza di luce diventa terreno fertile per il proliferare di illegalità.

Uno dei “luoghi simbolo” dell’emergenza sicurezza a Foggia in questi anni è diventato piazza Mercato, letteralmente trasformata da cuore del centro storico in teatro di illegalità, risse, consumo e spaccio di sostanze stupefacenti. Piazza Mercato va restituita ai cittadini. La nostra idea è farla tornare ad essere nelle ore diurne un bellissimo mercato, lasciando spazio nelle ore serali alla somministrazione di alimenti, alla cultura del “food”, all’aggregazione e alla socialità. Recuperando la sua storia e coniugandola con la modernità, come accade a Madrid in una struttura identica alla nostra. C’è quindi bisogno di un serio progetto di rilancio e di riqualificazione che, partendo da piazza Mercato, coinvolga l’intero centro storico, ad esempio con un piano di pedonalizzazione e di valorizzazione delle sue attività commerciali.

Il “cuore” di Foggia deve essere interessato da  progettualità che incentivino la nascita di “botteghe” e una riscoperta degli “antichi mestieri”, in collaborazione con le associazioni datoriali e di categoria ed i centri di formazione. Assegnare al centro storico la valenza di zona di “rilevanza storica” dal punto di vista urbanistico, tra l’altro, permetterà – come è accaduto ad esempio a Firenze – di ridurre significativamente la presenza delle cosiddette “cicchetterie”, aumentando contestualmente in modo serrato i controlli della Polizia Locale rispetto al divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori.

Stesso discorso per il cosiddetto “Quartiere Ferrovia”, anch’esso divenuto l’emblema di un abbandono e di un disinteresse amministrativo che hanno provocato degrado ed illegalità. Nelle aree limitrofe la stazione ferroviaria, dunque, è urgente attivare un “intervento pilota” attraverso cui istituire la pedonalizzazione di piazza Cavour (e delle zone adiacenti), collegandola alle aree pedonali già consolidate, rivisitando in questo modo totalmente il concetto di viabilità e di spazio pubblico. Un modo per dare a questa porzione di Foggia una notevole rilevanza, tramite la connessione diretta alla Villa Comunale e di conseguenza, tramite il cosiddetto “boschetto”, alla zona dei “Campi Diomedei”.

Un’idea di spazio urbano in cui si moltiplicano dunque le piazze, intese come luoghi fondamentali di incontro e condivisione, riducendo drasticamente il numero di mezzi di trasporto privato. Pedonalizzazione, servizi e riqualificazione urbana significano riappropriazione del territorio, sicurezza,  ed eliminazione del degrado.

Negli ultimi decenni le politiche ambientali hanno imposto alla nostra comunità la loro assoluta centralità rispetto agli standard di qualità della vita di ciascun cittadino. Imporre un cambiamento radicale su questo fronte è dunque un dovere essenziale. In questo senso sarà istituita una “Consulta ambientale” con le associazioni ambientaliste accreditate, dando vita ad un reale tavolo tecnico di confronto, periodicamente convocato. Fondamentale sarà poi la realizzazione di un vero e proprio “patto etico-ambientale”, con cui ci impegniamo a piantumare un nuovo albero per ogni nuova nascita nei quattro anni successivi l’insediamento della nuova Amministrazione, in modo da prevedere la piantumazione di circa 5000 nuovi alberi al termine del periodo di mandato.
Sempre nell’ambito del potenziamento del patrimonio arboreo cittadino, verranno stabiliti dei canoni di scelta per gli alberi più idonei alle aree destinate (tenendo in considerazione innanzitutto l’assorbimento di CO2 e polveri sottili), ponendo maggiore attenzione alle dimensioni delle conchette di posizionamento, che in molti casi sono sottodimensionate per la loro funzione. Saranno poi installate in almeno altre due posizioni della città paline per il monitoraggio degli inquinanti atmosferici e sarà attuato un maggiore controllo sul sistema di manutenzione del verde pubblico, al fine di evitare episodi di sciatteria presenti in alcuni ambiti, progettando e realizzando nuove Aree verdi con la funzione di raccordo tra i vari ambiti edilizi. E nelle politiche ambientali non potrà non esserci un serio progetto di rivalutazione del bosco dell’Incoronata, con la piena valorizzazione del connesso Parco Regionale ed un pieno ripristino della percorribilità del tratturo Ordona-Lavello – sia da un punto di vista pedonale che ciclabile – attualmente sede di numerose discariche abusive. Inoltre ci attiveremo, d’intesa con la Regione Puglia, affinché si dia attuazione nel più breve tempo possibile all’ottenimento di un finanziamento finalizzato alla bonifica delle già tristemente note discariche di Passo Breccioso. Sugli edifici comunali, laddove possibile, saranno creati impianti fotovoltaici e si darà vita ad “Orti Sociali”, con assegnazione a pensionati e persone o famiglie indigenti, come fattore di mitigazione della inattività e della povertà. Istituendo, a questo scopo, specifici corsi di formazione in agricoltura e in compostaggio domestico. Percorsi formativi ed informativi – da realizzare con una collaborazione tra Comune, associazioni e scuole – che riguarderanno anche l’importanza dell’inquinamento ambientale nell’insorgenza di molti danni alla salute. Passaggi, questi ultimi, evidentemente propedeutici alla concreta applicazione del criterio del “consumo zero” di suolo.

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Quello del ciclo dei rifiuti è un enorme problema che affligge la città ormai sin dal lontano 2012, con il fallimento della società in house Amica. Attualmente Amiu Puglia ne gestisce la raccolta, in seguito alla firma di un contratto di 9 anni che avrà la sua scadenza del 2032. La raccolta proposta nel nuovo contratto è sempre una raccolta stradale, seppur con cassonetti intelligenti, per le utenze domestiche ed un “porta a porta” per le utenze commerciali. Ed è proprio “grazie” ad Amiu Puglia se siamo all’ultimo posto tra i Comuni pugliesi, nella percentuale di raccolta differenziata, attestandoci al 109° posto su 112 capoluoghi di provincia nel 2021. Nei primi sette mesi del 2023 la raccolta differenziata a Foggia è stata del 15,81%. Si deduce chiaramente, quindi, l’assoluta urgenza di cambio di modus operandi. Molti degli interventi utili a raggiungere questo scopo, avrebbero già potuto ricevere i finanziamenti previsti nel PNRR, come ad esempio quelli destinati agli interventi per progetti “Faro”. Vedremo  se gli uffici si saranno già mossi a riguardo. Altrimenti  lavoreremo al loro raggiungimento. Una strategia che deve avere come obiettivo quello di portare nel breve tempo anche ad una diminuzione delle tariffe della TARI.

Il primo passaggio da compiere è evidentemente quello di rideterminare i contenuti contrattuali con la società Amiu Puglia, soprattutto in ordine al cambiamento di metodo, con l’istituzione di una seria raccolta “porta a porta” che lasci quella “stradale” eventualmente solo per alcuni rifiuti. Senza escludere una rivalutazione del rapporto con la partecipata Amiu Puglia.

Vanno dunque attivate politiche volte alla riduzione della produzione dei rifiuti, realizzando accordi con la grande distribuzione per diminuire la vendita di merci con imballaggi, incentivando inoltre l’apertura di negozi “tutto sfuso”. Una “rivoluzione” da compiere anche sfruttando accordi con la grande distribuzione per il posizionamento, all’interno dei punti vendita, di compattatori per bottiglie e contenitori in plastica. Possibilmente istituendo un importo economico rimborsabile per ogni contenitore reso, iniziativa già presente in diverse realtà europee. In quest’ottica il posizionamento di fontanelle di acqua pubblica all’interno degli edifici comunali, proponendolo anche nelle strutture universitarie, contribuirà in modo significativo a ridurre la produzione di PET. Così come l’eliminazione di distributori alimentari che utilizzano packaging in plastica all’interno delle strutture Comunali. Buone prassi che porteranno il Comune di Foggia alla sua adesione alla rete dei Comuni “plastic-free”.

Nuove politiche relative al ciclo dei rifiuti hanno evidentemente bisogno anche di attività di formazione e informazione, coinvolgendo i cittadini e soprattutto le scuole, circa l’esatta modalità di raccolta differenziata, prevedendo la distribuzione di opuscoli illustrativi per il corretto conferimento ed il contenitore giusto per ogni rifiuto. È necessaria inoltre la creazione di Centri di conferimento per gli olii esausti, oltre i CCR, la cui raccolta dovrà essere eseguita anche per le utenze domestiche, e l’attivazione di un centralino in grado di fornire tutte le informazioni utili relative alla raccolta differenziata, che svolga funzione di ricevimento per la prenotazione del ritiro di Raee e degli ingombranti, che dovrà essere più rapido e puntuale.

L’idea è quella di realizzare anche una raccolta “porta a porta” per i tessuti, con appositi centri di riparazione e preparazione al riutilizzo, oppure per la produzione delle materie prime finalizzate al riuso e riciclo. Va da sé che tutte queste azioni devono essere accompagnate da un maggiore controllo sulla pulizia stradale e sul diserbo delle zone stradali prospicenti i marciapiedi, oltre che dal posizionamento di cestini per la raccolta differenziata di adeguate dimensioni nei parchi pubblici.

Foggia è una città in cui la cultura animalista è ormai da tempo una meravigliosa realtà. È elevatissimo il numero di cittadini che hanno scelto come “componente della propria famiglia” un animale domestico. Una stupenda dimostrazione di amore, a cui però dobbiamo fare in modo corrispondano adeguati servizi per i nostri “amici a quattro zampe”. La nostra idea è quella di istituire un Pronto soccorso notturno e festivo per animali – venendo così incontro ad una richiesta sempre più vasta – attraverso la creazione e la sottoscrizione di uno specifico Protocollo tra Comune, Asl FG ed ambulatori veterinari privati, che preveda anche la possibilità di fornire un’ambulanza veterinaria per i soccorsi di emergenza. Inoltre si lavorerà, in stretta collaborazione con le associazioni animaliste ed i volontari della città, per creare corsi gratuiti per il primo soccorso animale rivolti a tutti i volontari che ne siano interessati. Sul piano infrastrutturale va poi risolta l’annosa questione della realizzazione di un canile sanitario comunale provvisto di tutti gli standard necessari, che sia effettivamente luogo di ricovero e di cura per gli animali e non una sorta di “lager” dove creature innocenti entrano per morire dimenticate. Accanto a questa urgenza intendiamo realizzare “dog areas” nei parchi pubblici, ovviamente con l’individuazione delle relative aree idonee e provvedendo ad una massiccia dotazione in città di cestini per la raccolta differenziata dedicata alle deiezioni degli animali. Sarà inoltre cura del Comune avviare – giacché finora è stato totalmente inesistente – il controllo del territorio per la verifica dei microchip, anche e soprattutto nelle zone rurali, ed organizzare campagne di sterilizzazione per cani e gatti, sia randagi sia per le famiglie disagiate che hanno deciso di adottare un randagio. Il fenomeno del randagismo, infatti, si combatte innanzitutto utilizzando gli strumenti della  prevenzione, dunque con il controllo del territorio e con campagne di sterilizzazione gratuite.  Il concetto di canile deve essere inteso come una soluzione del tutto provvisoria per gli amici a quattro zampe che sono in attesa di essere accolti da una famiglia. Allo stesso modo per i gatti l’obiettivo è dar vita ad un gattile comunale, creando vere e proprie oasi protette per le colonie feline regolarmente censite. 

La nostra città, a seguito di una politica urbanistica incerta e contraddittoria, e di un Piano regolatore generale pieno di lacune ed errori,  si presenta oggi come un nucleo urbano drammaticamente frazionato e slabbrato.

Un agglomerato di interventi spesso incoerenti, che hanno indebolito fino quasi ad annullare la qualità degli spazi pubblici, dei luoghi urbani e, addirittura, degli stessi fabbricati.  Una città nella quale interi quartieri versano in uno stato di  estremo degrado ed in cui l’edilizia pubblica e privata ha continuato ad aumentare il disordine urbanistico. Con una delle più grandi “167” d’Italia che ha prodotto tutto fuorché la risoluzione del problema dell’emergenza abitativa.

Il nuovo Piano Urbanistico Generale è una esigenza non più rinviabile, e va approvato il prima possibile. Sarà uno strumento importante per far ripartire l'intera città, agendo sul degrado urbano, liberando risorse, attirando investimenti, creando servizi e infrastrutture.

È da quasi vent'anni che le varie Amministrazioni comunali, di sinistra e di destra, si impegnano ad approvarlo. Inutilmente. Anche i Commissari, su questo, non hanno fatto un passo in avanti.

Il nuovo Piano dovrà rispondere ad una sfida decisiva: tradurre in regole e strumenti concreti una urbanistica nuova, incentrata sul recupero e la rigenerazione urbana, il miglioramento della rete dei servizi pubblici, la capacità di favorire lo sviluppo produttivo. 

Il procedimento di approvazione del PUG dovrà essere rapido, ma dovrà avvenire nella massima trasparenza, garantendo ai cittadini una partecipazione effettiva e l’informazione più ampia. Questa prospettiva comporta anche un’assunzione di responsabilità forte e senza alcuna ambiguità. Sia da parte della classe politica sia delle forze economiche e sociali, del mondo professionale e del lavoro. Non è un tema tecnico, per specialisti. Riguarda la vita, il benessere e il futuro di tutti i cittadini.

Abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad un progressivo impoverimento della qualità degli spazi urbani, alla marginalizzazione delle periferie, alla decadenza del nostro centro storico.

La necessità di superare un Piano regolatore invecchiato e sbagliato, che ha spesso lasciato spazio a deroghe e varianti, deve quindi oggi accompagnarsi alla consapevolezza di dover guardare al territorio nella sua interezza. Abbiamo bisogno di una visione organica del nostro territorio comunale, sulla base di regole chiare, promuovendo interventi urbanistici attuati secondo le esigenze effettive della città. Semplificazione, riqualificazione, perequazione,  sostenibilità ambientale, dovranno essere le nuove parole-chiave. E dobbiamo tornare a pensare alla nostra città come capoluogo di una grande provincia. Occorre quindi  spostare l’attenzione da una logica soltanto incrementale dell’aggregato urbano ad una prospettiva molto più ampia, che comprenda la rivitalizzazione delle borgate cittadine, la realizzazione di adeguate reti infrastrutturali e produttive, la rivalutazione delle nostre zone agricole, la promozione del nostro patrimonio paesaggistico e culturale.

Non sarà facile, si tratta di un compito ambizioso e complesso. Ma si tratta di un passaggio importante per costruire un’altra Foggia.

Metteremo in campo vari “progetti pilota”, finalizzati alla riqualificazione   urbanistica di spazi ed aree centrali e periferiche,  con l’obbiettivo di rendere Foggia una città sostenibile e all’avanguardia.

Abbiamo in mente interventi in grado di trasformare le aree attualmente disgregate in luoghi densi di aggregazione, migliorando la qualità della vita nel rapporto città-abitanti, nel rispetto dell’ambiente.

A partire dal centro storico, l’obiettivo è quello di dare a ciascuna porzione di città una adeguata dotazione di servizi, mettendo in stretta connessione la funzione residenziale con quella produttiva e commerciale, quella lavorativa con quella didattica e ricreativa.

Seguendo questa traccia appare fondamentale un vero e proprio nuovo disegno di quartieri ormai degradati, come ad esempio quello settecentesco/ottocentesco. Anche in questo caso pensiamo a precisi “progetti pilota”, vista l’impossibilità di superare il degrado esistente con meri interventi di cosiddetta “ripulitura limitata”.

Una strategia che deve coinvolgere anche e soprattutto le periferie (i quartieri “CEP” e “Candelaro”, ad esempio), sottraendole a quella condizione di isolamento e di “quartieri dormitorio” a cui sono state relegate. La sfida è quindi quella di progettare la presenza di funzioni e servizi, luoghi per la gente, punti d’incontro, zone verdi e di raccordo con il centro urbano.

La mobilità e la viabilità rappresentano due  facce  di una stessa medaglia, che andranno a completare con l’ambiente e il recupero urbanistico la Foggia che intendiamo realizzare. Nella misura in cui la nostra città sarà ordinata, verde e funzionale alle esigenze della comunità si potrà raggiungere un serio miglioramento complessivo della qualità della vita. Intendiamo dunque intervenire creando un centro con una più ampia area pedonale  che integri tra loro la Villa Comunale, con il suo boschetto, ed i “Campi Diomedei”. Una strategia che permetterà di ridurre significativamente il traffico automobilistico, riproponendo così – migliorandola ulteriormente – la mozione che presentammo in Consiglio comunale presentata nel 2016. Avremo quindi una viabilità che acquisirà i dati del progetto realizzato in collaborazione con il WWF, puntando su “Park&ride” periferici, dove avranno capolinea degli autobus che si muoveranno verso il centro della città su corsie preferenziali.  Ci saranno inoltre aree di parcheggio centrali limitrofe al centro cittadino, che svolgeranno anche funzione di cambio del mezzo di trasporto (dall’auto alla bici, fino al bus elettrico o a gas). Le zone pedonali saranno percorribili solo da monopattini e bici  elettriche lungo le relative piste, oppure con bus elettrici o a gas metano. Saranno infine individuate delle zone ZTL e ridisegnata completamente la viabilità introdotta dall’Amministrazione Landella attraverso decisioni scriteriate che hanno reso più difficile e caotico muoversi, determinando, si pensi al “caso” di via Diomede, anche un congestionamento del traffico che “avvelena” con fumi e gas di scarico un’importante porzione del centro cittadino. Un cambiamento radicale a cui daremo in modo assolutamente coerente con la graduale trasformazione urbanistica di Foggia.

Nessuna azione amministrativa potrà produrre i propri effetti virtuosi in assenza di una chiara ed efficace riorganizzazione della “macchina burocratica” del Comune. È da lì che passa infatti la trasformazione delle idee in azioni, dell’indirizzo politico in risultati tangibili.

L’obiettivo è quindi quello di procedere ad una riorganizzazione complessiva degli uffici comunali, anche al fine di favorire la comunicazione interna, in modo che non vi siano duplicazioni, sovrapposizioni o, peggio, contraddizioni nell’attività di carattere gestionale. La “macchina comunale” di un capoluogo di provincia come Foggia, chiaramente, possiede una complessità che rende imprescindibile un rafforzamento della  pianta organica, da realizzare attraverso l’indizione di concorsi pubblici per l’assunzione di nuovi dipendenti comunali e nuovi dirigenti, mettendo contestualmente fine alla pratica di “attingere” la nuova forza lavoro dalle graduatorie di altri Comuni, a cui la Commissione Straordinaria ha fatto un massiccio ricorso.

Le sfide che il Comune ha davanti, soprattutto nella stagione della programmazione legata al PNRR, impongono un salto di qualità nell’ambito delle attività di progettazione, anche con la creazione di una struttura capace di assicurare l’adeguata assistenza tecnica finalizzata ad intercettare linee di finanziamento europee e nazionali.

Dopo gli scandali che abbiamo vissuto negli anni che abbiamo alle spalle, ovviamente, occorre mettere in campo strumenti e soluzioni in grado di assicurare trasparenza e legalità, innanzitutto con riferimento alle gare d’appalto. È con questo spirito che il Comune di Foggia finalmente aderirà alla Stazione Unica Appaltante, portando fuori dalle proprie mura la “gestione degli appalti”, troppo spesso fonte di corruzione e di opacità.

L’azione di riorganizzazione della “macchina comunale” – cioè della più grande azienda erogatrice di servizi della città – deve coinvolgere necessariamente anche le aziende partecipate del Comune di Foggia, che sono un immenso patrimonio di conoscenze e competenze. La strategia è quella di valorizzarne la funzione, esaltandone i punti di forza e correggendo le criticità. Sul piano strettamente amministrativo, l’obiettivo è quello di intervenire sul sistema di governance, al fine di conseguire una maggiore efficienza ed efficacia, introducendo elementi di economicità.

La società AM Service sarà trasformata in una multi-utility, con l’obiettivo di centralizzare i servizi amministrativi di tutte le altre partecipate, svolgendo altresì un ruolo di supporto e assistenza tecnica ai diversi servizi del Comune di Foggia. A tal riguardo, l’obiettivo programmatico è quello di completare il processo di internalizzazione del Servizio Tributi attraverso l’assunzione a tempo pieno, in capo alla società AM Service, dell’attuale personale in servizio presso la società di assistenza tecnica “Andreani”. Un’operazione che permetterà di esaltare le professionalità già esistenti – alcune ultraventennali – superando una non necessaria “intermediazione” e recuperando strutturalmente circa 800mila euro all’anno.

Per l’attività di manutenzione del territorio comunale, a cominciare da quella delle strade e dei marciapiedi, sarà ricostituita, sempre in capo ad AM Service,  la “Squadra Ausiliaria”, utilizzando dunque personale già in servizio presso il Comune ed ottenendo un significativo risparmio economico rispetto al contratti “global” di esternalizzazione attualmente in vigore.

In tal modo, le altre società (Ataf ed Amgas, ma anche Amiu Puglia) saranno oggetto di un intervento di potenziamento ed ottimizzazione dei relativi servizi.

Per Ataf l’obiettivo è quello di riportare la società ad occuparsi – con estrema efficienza – dell’intero ambito della mobilità urbana e non solo del trasporto su bus. Per Amgas, titolare della rete di distribuzione del gas, è necessaria una strategia di governo che consenta di superare la grave difficoltà finanziaria determinata dagli oltre sei milioni di euro di debiti accumulati in conseguenza del mancato adeguamento/sostituzione dei contatori. Ai fini della valorizzazione della sua rete, nel quadro della gara d’ambito, è dunque fondamentale l’individuazione di un partner autorevole e dal “core business” coerente con la mission aziendale, che scongiuri un esito della gara tale da portare fuori dalla città il controllo di una rete dal grande ed importantissimo valore, non soltanto in termini economici.

In tanti, a ragione, sostengono che uno dei principali problemi di Foggia sia la carenza di opportunità occupazionali. Troppi dei nostri ragazzi, delle nostre migliori e più effervescenti intelligenze scappano via. Per necessità, non per scelta. È del tutto evidente, però, che questo aspetto non può essere affrontato con gli slogan. E che un Comune non possa “creare lavoro”, se non utilizzando in modo intelligente la leva della programmazione, moltiplicando cioè le occasioni per nuovi investimenti e per l’insediamento di nuove imprese.

Da questo punto di vista appare essenziale la riflessione da svolgere in relazione al ruolo del Consorzio ASI, di cui il Comune di Foggia è socio di maggioranza relativa. Il Consorzio deve essere oggetto di un ripensamento organizzativo  che lo porti ad evolvere al livello di agenzia di sviluppo economico-produttivo per l’attrazione di investimenti, operando in stretto raccordo con alcune specifiche funzioni comunali per realizzare, per esempio, politiche fiscali locali incentivanti la crescita di insediamenti produttivi. L’Area di Sviluppo Industriale di Foggia, in questo senso, necessita di un potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e digitali, oltre che di un miglioramento della viabilità. Al potenziamento dell’attrattività della Zona ASI – oggi purtroppo un vero e proprio “cimitero industriale” – vanno associate le opportunità offerte dalla recente realizzazione delle Zone Franche Urbane, che restituisce uno stretto legame tra lo sviluppo economico del territorio e i temi della sicurezza e dello sviluppo sociale. Una possibilità che sarà colta, dando vita ad una vera e propria piattaforma logistica, connessa con il porto alti fondali di Manfredonia e con l’Interporto di Cerignola. Foggia, non va dimenticato, è un player fondamentale nel mercato ortofrutticolo nazionale e deve assumere una centralità anche rispetto alla trasformazione dei prodotti.

Una strategia, quella della costruzione di una realtà produttiva viva e feconda, in cui deve svolgere un ruolo di primo attore anche la Fiera di Foggia, in questi decenni costantemente mortificata e sminuita. Il primo atto necessario a restituire all’Ente Fiera la capacità di incidere nei processi di sviluppo del territorio è evidentemente quello di superare la precarietà che ne contraddistingue da ormai troppo tempo la governance, quindi con la nomina di un presidente nella pienezza delle sue funzioni e la cancellazione della perenne condizione di commissariamento. La Fiera di Foggia può svolgere una funzione di straordinaria importanza e di enorme attrattività, ad esempio, nell’ambito del cosiddetto turismo convegnistico e congressuale. Ma anche rimettendo in campo, in modo serio e concreto, il progetto di realizzazione del Teatro Tenda, da decenni letteralmente abbandonato, per ospitare eventi culturali, di spettacolo e musicali. E trasformando i propri spazi in un Hub di ricerca e innovazione tecnologica agro-alimentare – spinto dalle eccellenze della nostra agricoltura e della Facoltà di Agraria della nostra Università – in grado di favorire e sollecitare la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il processo di sviluppo di un’economia fermamente ancorata alle nostre radici, ai nostri punti di forza e alle nostre vocazioni, ovviamente, ci indica come una delle strade maestre da percorrere quella della valorizzazione della straordinaria economia turistica di Capitanata, di cui Foggia può e deve diventare il punto di connessione con le ricchezze rappresentate dalla vocazione religiosa del territorio provinciale, dalla sua offerta culturale ed enogastronomica, fino ovviamente alla straordinaria offerta ambientale e balneare.

Tra le risorse a disposizione per lo sviluppo di una più vasta industria turistica vi sono, tra Foggia e provincia, uno straordinario sito UNESCO, un’area archeologica di età romana e medievale tra le più importanti dell’Italia meridionale (Lucera), due importanti castelli, alcune stupende cattedrali e chiese e/o monasteri (Foggia, San Giovanni Rotondo, Troia, Siponto, Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis, ), una delle più ampie aree archeologiche della Puglia, il sito della Tomba della Medusa, cui si aggiungono la storica Transumanza ed i Tratturi Regi e le risorse naturalistiche meravigliose del Gargano e del Sub Appennino Dauno.

In quest’ottica occorrono azioni ed interventi tesi a individuare nuovi potenziali segmenti di sviluppo, mediante l’analisi della domanda, che va opportunamente effettuata con l’aiuto di ricerche di mercato poco o mai effettuate a Foggia; a realizzare una pianificazione strategica locale, mediante un’azione efficace di destination management, che preveda la valorizzazione sostenibile delle risorse; a organizzare funzionalmente i principali poli attrattivi in termini turistici, creando i presupposti di base per incentivare formazione e aggiornamento delle categorie professionali e commerciali legate a questo comparto, mediante una migliore collaborazione con la nostra Università.

Senza mai dimenticare, inoltre, che Foggia occupa una parte rilevante della Guida Verde dedicata dal Touring Club Italia alla Capitanata, prodotta qualche anno fa in collaborazione con la Provincia di Foggia. È compito dell’Amministrazione comunale proporre un percorso utile a scoprire le realtà storiche, culturali e religiose della nostra città, partendo dalla visita alla dimora di Padre Pio nella Chiesa di Sant’Anna, proseguendo la passeggiata nel centro storico con sosta in Cattedrale e al Museo Civico, ideando e incentivando inoltre le manifestazioni che promuovano il legame della città con la figura dell’Imperatore Federico II, anche in collaborazione con enti ed associazioni che ne fanno oggetto di studio, riallacciando i rapporti con le altre “città federiciane” (Palermo, Jesi, Lucera, Castel del Monte, ecc.).

Per Foggia, però, economia ha storicamente significato anche commercio. Un commercio che va valorizzato innanzitutto nelle sua forma “di prossimità” e degli “esercizi di vicinato”. Il tessuto imprenditoriale del commercio di Foggia rappresenta un patrimonio che occorre difendere e sostenere. Il nostro obiettivo è dare nuova linfa a questo comparto, con la progettazione e l’adozione da parte del Comune di diversi tipi di dehors specifici per singole zone cittadine, che le attività commerciali che intendono aprire spazi esterni sono chiamate ad adottare per il decoro urbano. Ovviamente procedendo contestualmente ad una piena riqualificazione delle aree mercatali, con la creazione di nuovi mercati coperti, anche multietnici, e l’organizzazione di un calendario eventi – sia comunale sia su richiesta degli esercenti – da attuarsi nelle aree commerciali, in modo da far nascere a nuova vita soprattutto le zone centrali.

L’idea che Foggia sia condannata dal destino ad essere una città arretrata, priva di una visione innovativa rispetto ad altre realtà italiane e del Mezzogiorno va del tutto archiviata. Fino ad oggi, purtroppo, è stato così. Ma non è una condizione immutabile. Nei cinque anni di mandato noi sappiamo come renderla moderna, in particolare facendone una città “digitale”.

Nello specifico il nostro obiettivo è quello di dotare il territorio comunale di un manto stradale da cui recuperare energia attraverso il passaggio di auto e pedoni, di introdurre un controllo “smart” delle infrazioni al codice della strada, attraverso un sistema satellitare e droni, di creare sistemi “intelligenti” di assistenza al cittadino con specifiche “app” per smarphone dedicate a Foggia, all’interno delle quali, oltre alle bellezze e ai luoghi da visitare, si possano prenotare visite, acquistare biglietti per mezzi pubblici, geolocalizzare bar, alberghi e negozi in cui fare shopping, nonché i locali dove gustare le prelibatezze della nostra enogastronomia. Il tutto scaricabile gratuitamente e con una facile registrazione. E mettendo a sistema, con il sostegno dell’Amministrazione comunale, i progetti di innovazione digitale provenienti dalla nostra Università e dalle nostre scuole, con la creazione di un apposito sportello di informazione e aiuto alla ricerca di bandi e finanziamenti europei per incentivare l’imprenditorialità giovanile e femminile.

La transizione digitale della città dovrà quindi essere una realtà e non soltanto un sogno, anche grazie alla realizzazione di una rete – funzionante – di un “free wifi” diffuso in tutte le zone centrali e presso i luoghi di arrivo, come stazione, aeroporto “Gino Lisa” e nodo intermodale.

Per Foggia lo sport è da sempre non soltanto una passione, ma una vera e propria “industria”, in cui si muovono talenti, competenze, capacità straordinarie. Compito del Comune è quello di essere accanto a tutte queste realtà, contribuendo affinché possano esprimersi nel migliore dei modi.

Da questo punto di vista è essenziale, nell’ambito delle politiche di sostegno alle discipline sportive e alle tantissime straordinarie associazioni che operano nella città, provvedere ad una seria azione di riqualificazione delle strutture sportive attualmente esistenti e realizzare la costruzione di un nuovo Palazzetto dello Sport, provvedendo contestualmente a far rispettare in modo tassativo il regolamento per l’utilizzo delle strutture di proprietà comunali, emanando un bando che tenga conto delle esigenze di tutte le realtà operanti in città e restituendo il Palazzetto della Scherma di via Carlo Baffi al Circolo Schermistico Dauno, dimostrando concretamente la propria vicinanza ad una delle più preziose eccellenze sportive di Foggia, che ci ha sempre resi orgogliosi della nostra identità nelle tantissime competizioni olimpioniche in cui gli atleti che si sono allenati e formati a Foggia sono saliti sul “tetto del mondo”.

Le emergenze sociali da cui Foggia è attraversata meritano risposte serie e di lungo respiro. Nei decenni passati questo ambito è stato purtroppo relegato a mero assistenzialismo, spesso anche con metodologie da “ricatto elettorale”. Il Piano Sociale di Zona, invece, deve essere il cuore pulsante di una nuova visione delle politiche sociali, che sappia guardare alle nuove povertà, all’emergenza del disagio giovanile e anche alle problematiche connesse ad una popolazione interessata da un sempre più massiccio processo di invecchiamento.

Foggia è sempre stata ed è la città della solidarietà, dell’accoglienza e dell’inclusione. Occorrono visioni e approcci radicalmente diversi, che spalanchino le porte di Palazzo di Città ad una vera e propria “rete della solidarietà”, coinvolgendo e rendendo finalmente protagoniste le competenze e le sensibilità del nostro Terzo Settore – uno dei migliori in tutta Italia – ripartendo dunque dalle tantissime associazioni che ogni giorno sono “in trincea” accanto agli “ultimi” e dalle parrocchie che svolgono la fondamentale funzione di avamposto di legalità e di sostegno a quanti sono in difficoltà soprattutto nelle nostre periferie. Proprio nelle periferie sarà possibile far nascere luoghi di prevenzione di devianze giovanili, veri e propri “presidi sociali”, procedendo ad una rifunzionalizzazione degli edifici precedentemente adibiti a scuole e utilizzando anche le strutture scolastiche nelle ore pomeridiane, naturalmente compatibilmente con le attività didattiche.

Abbiamo determinazione ed idee importanti per questo settore, come ad esempio l’attivazione di borse di studio per studenti meritevoli di famiglie indigenti, l’istituzione di un microcredito sociale per nuclei indigenti, l’attivazione dei “condomini solidali”, sulla scorta della esperienza di Milano, attraverso cui attivare una rete solidale e di prevenzione del disagio sociale, l’investimento massiccio in educativa domiciliare ed educativa di strada, la creazione di un laboratorio sperimentale di politiche sociali, ed un massiccio sostegno a oratori e parrocchie.

Una città inclusiva, ovviamente, è soprattutto una città in cui siano garantiti e difesi i diritti di ogni singolo cittadino. A cominciare da quello di vivere in una Foggia priva di quelle barriere architettoniche che, aggiunte all’inesistente manutenzione di strade e marciapiedi, rendono oggi anche solo passeggiare una sorta di “impresa”. L’attuazione del “Peba” (il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche) non sarà, come è accaduto finora, una semplice promessa da rinnovare di anno in anno senza alcun risultato tangibile. A questo proposito sarà nominato un “disability manager” cui sarà affidata la responsabilità di vigilare e controllare tanto la realizzazione degli interventi quanto la corretta e rapida attuazione del piano.

Una Foggia generosa, dunque, è una Foggia in cui nessuno debba essere lasciato solo, in cui nessuno debba rimanere indietro. In questo senso il tema dell’edilizia popolare riveste un’importanza per nulla marginale. Si tratta di una questione, com’è noto, al quale sono connessi problemi, difficoltà e “zone grigie” che noi supereremo senza alcun timore. Affermando anche in questo ambito con i fatti la cultura ed il principio della legalità, coniugandolo con i valori della solidarietà.

Proprio per segnare una netta, chiara e radicale discontinuità con il passato sarà necessario partire dalla eliminazione fisica di container e baracche abusive, assegnando case popolari agli aventi diritto, con relativa bonifica e riqualificazione delle zone occupate. Interventi a cui si affiancheranno una verifica e una mappatura degli alloggi popolari già presenti e assegnati, oltre ad un puntuale censimento degli occupanti immobili di proprietà comunale, stroncando radicalmente tutta una serie di illegalità determinate da pratiche di “subaffitto” delle stesse strutture. Storture per troppo tempo ignorate e che hanno causato al Comune anche un danno di carattere finanziario, rendendo impossibile anche la riscossione dei tributi. Il Comune deve sapere con certezza e senza alcun dubbio chi occupa alloggi o immobili di sua proprietà. Sarà cura dell’Amministrazione comunale, in un rapporto di collaborazione con Arca Capitanata, verificare la sussistenza delle condizioni per l’eventuale realizzazione di nuovi alloggi popolari, individuando zone e terreni idonei, procedendo inoltre ad una puntuale revisione delle graduatorie di assegnazione di alloggi popolari – come previsto peraltro dalla norma, largamente disattesa fino ad oggi – in modo da conoscere in modo preciso la sussistenza dei requisiti di ciascun richiedente.

Naturalmente il tema dell’edilizia non riguarda esclusivamente l’ambito della cosiddetta “emergenza abitativa”, ma anche la tutela e la valorizzazione del patrimonio comunale, con particolare riferimento al patrimonio scolastico, oggi vecchio, non sufficientemente manutenuto e anche privato delle opportunità che a Foggia offrivano i finanziamenti del PNRR, che purtroppo la Commissione Straordinaria ha fatto perdere a Foggia non partecipando ai bandi ministeriali. Dovremo quindi effettuare in via preliminare un censimento di tutte le strutture scolastiche dell'infanzia e della primaria di proprietà comunale, realizzando in tempi rapidissimi un vero e proprio piano per la loro riqualificazione e manutenzione, garantendo ai nostri figli il diritto a frequentare strutture moderne e non pericolose.

Le borgate della nostra città sono scrigni di storia, cultura ed identità. Occorre rovesciare l’idea che le vuole marginalizzate e abbandonate. C’è dunque bisogno di una loro piena e reale valorizzazione, con l’evidente necessità anche di un loro collegamento al contesto cittadino.

Le nostre Borgate devono tornare a rivestire una assoluta centralità, in uno schema di “riconnessione” con la città che ne esalti la vocazione, a cominciare da quella agricole con una massiccia riqualificazione delle strade rurali, letteralmente dimenticate da anni. Anche per cogliere opportunità di attrazione turistica, ad esempio facendo leva sull’immenso patrimonio naturalistico ed ambientale rappresentato dal Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata e su quello religioso costituito dal Santuario dell’Incoronata, uno dei più importanti Santuari dedicati al culto mariano esistenti.

La cultura a Foggia può e deve svolgere una funzione di straordinario rilievo. È sempre stato così e così dovrà tornare ad essere, distinguendo però in modo netto gli spettacoli – comunque importantissimi – dalle politiche culturali, che per loro natura devono abbracciare campi differenti, in un rapporto di piena complementarietà. Basta con la cultura usata come “leva elettorale”, come privilegio per “gli amici degli amici”. Noi istituiremo un Tavolo Permanente della Cultura e dello Spettacolo con operatori del settore, maestranze, associazioni e tutti coloro che vivono il mondo della cultura. Si potranno analizzare tutte le criticità esistenti, con un lavoro di squadra finalizzato a favorire la valorizzazione delle tante esperienze e delle risorse del territorio, non soltanto ad organizzare eventi che ospitino artisti di fama nazionale ed internazionale.  

La nostra idea, dunque, è quella di esaltare la funzione dei presidi culturali esistenti e crearne dei nuovi, come ad esempio i “Laboratori culturali di quartiere”, che non saranno solo luoghi fisici in cui i cittadini e le giovani generazioni potranno ritrovarsi, incontrarsi e socializzare, ma anche piccole “case dell’arte” animate dalle stesse maestranze, dagli operatori e da tutti coloro i quali da anni vivono il settore culturale attraverso iniziative ed eventi come incontri, mostre, dibattiti, presentazione di libri e concerti.

Sarà inoltre istituita una Consulta con tutte le associazioni del Terzo Settore che a vario titolo si occupano di cultura, così da recuperare la memoria dei luoghi e renderli fruibili: dall’Ipogeo della Medusa a Masseria Giardino, solo per citarne alcuni. Avviando anche con l’Arcidiocesi una collaborazione finalizzata ad aumentare la fruibilità degli edifici religiosi: Cattedrale, Chiesa delle Croci, Chiesa del Purgatorio, organizzando visite guidate, inserendo stabilmente nel circuito dei luoghi visitabili la Sala del Tribunale di Palazzo Dogana e la “Sala Fedora” del Teatro “Umberto Giordano”, vera e propria perla del Mezzogiorno d’Italia, all’interno del secondo Teatro più antico del Mezzogiorno, dopo il “San Carlo” di Napoli. E proprio per rendere omaggio adeguatamente a questa risorsa e per darle una funzione di attrattività turistica intendiamo organizzare, con la collaborazione del Conservatorio e delle altre istituzioni musicali, un evento annuale che ricordi la straordinaria figura del compositore Umberto Giordano, favorendo la sua conoscenza e quella della sua musica in ambiti più allargati, utilizzando lo spazio della piazza a lui dedicata.

È infine urgente realizzare un recupero strutturale del museo civico, contenitore principe della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre radici e della nostra identità.

Una città che voglia e sappia custodire e valorizzare le proprie radici deve anche coltivare i frutti che guardano al futuro. I giovani, dunque, devono tornare ad essere una risorsa e non un “problema”, un punto di riferimento e non un’emergenza da risolvere. I nostri ragazzi hanno il diritto di restare nella propria città. Non devono essere costretti a fuggire. Intendiamo dunque costruire ed avviare un Piano organico e strutturale attraverso il quale sostenere le loro idee ed i loro progetti, aiutandoli a presentarli a ONG, istituzioni ed imprese. Un piano che ovviamente punterà anche sulla promozione delle nostre eccellenze e sull’attrazione di talenti artistici e scientifici da tutto il mondo.

Foggia dunque come centro di attrazione di talenti giovanili. Un obiettivo che sarà raggiunto anche recuperando intuizioni vincenti e felici, che tuttavia nel corso degli anni sono state colpevolmente dimenticate. Noi vogliamo ad esempio far tornare a vivere il progetto “Spazio Giovani”, che nel passato è stato orgoglio della città e grande volano pubblicitario di Foggia in Italia, facendone una sporta di “progetto ponte” tra il cartellone invernale e quello estivo degli venti culturali ed artistici.

Foggia che sappia guardare al futuro è anche una città in cui la difesa dei diritti individuali sia un principio non negoziabile.

In questo senso intendiamo istituire ed adottare in Comune il Registro delle Unioni Civili, con l’inserimento negli Stati di Famiglia delle coppie same sex e delle coppie di fatto. Un atto di civiltà che avvertiamo come un dovere, non soltanto per le persone dello stesso sesso che vivono una relazione sentimentale, ma anche, ad esempio, per coppie di anziani che pur non avendo alcun legame amoroso scelgano di convivere per meglio affrontare le difficoltà finanziarie mettendo in comune le proprie risorse.